Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati

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> Storia

23 febbraio 2013


Antichità – medioevo – modernità: la cultura dominante, i mass-media e l’insegnamento scolastico ci hanno abituato a classificare la storia, la civiltà e il sapere usando questa suddivisione temporale tripartita [...]

Guido Vignelli


2 giugno 2016


Stiamo per vivere i settant’anni della Repubblica Italiana. E, come sempre, da sempre (esattamente dal 1948), il 2 giugno è festa nazionale, la “festa della repubblica”. Insieme al 25 aprile, è l’unica festa di carattere storico che questo Stato ha conservato (da notare che la festa del 4 novembre, giorno della vittoria della Prima [...]

Massimo Viglione


7 febbraio 2013


La Chiesa Cattolica oggi celebra la memoria del beato Pio IX, al secolo Giovanni Mastai Ferretti, ultimo Papa-Re. Questa è la frase canonica di presentazione del santo odierno. In realtà, questa asserzione non è corretta. Nella sua fredda schematicità, ciò che la rende errata è l’aggettivo “ultimo”. Ultimo naturalmente non è riferito a “Papa”, ma a “Re”. Ma il papa, qualsiasi papa, è o non è re non perché possiede o non possiede lo Stato Pontificio, non perché lo hanno fatto re gli uomini o per circostanze storiche che come si sono formate così nel tempo sono poi passate. Il papa è re perché vicario in terra di colui Che è “Re dei re”, Re dell’universo e Signore del creato, signore in quanto fattore, reggitore, governatore, e un giorno giudice; di Colui che ebbe a dire, nel pretorio dinanzi al Governatore di Roma, di Se stesso: «tu lo dici: io sono re» (Gv., 18,37). La tiara (o triregno), simbolo per secoli della regalità pontificia, non era legata al possesso dello Stato Pontificio, tanto è vero che è stata abolita da Paolo VI e non nel 1870. [...]

Massimo Viglione


3 dicembre 2013


Prima della conclusione del centenario, può essere utile, anche per i non pochi richiami all’attuale situazione politica e religiosa, conoscere meglio sia la figura del conte Vincenzo Ottorino Gentiloni (1865-1916), promotore del noto “Patto Gentiloni” con il quale nel 1913 i cattolici riuscirono ad assestare un duro colpo all’ascesa elettorale delle forze socialiste, massoniche e anticristiane, sia i meccanismi, anche dottrinali, che portarono al “patto” con il silenzioso appoggio di san Pio X [...]

Massimo Viglione


17 luglio 2012


Si utilizza il termine “insorgenze” (da cui “Insorgenza” nel significato generale e complessivo) per indicare le rivolte popolari in armi degli italiani contro l’invasore napoleonico e i suoi alleati locali (i democratici repubblicani italiani, detti “giacobini”) negli anni 1796-1799 prima, e poi anche durante il quindicennio del dominio diretto del Bonaparte in Italia (1800-1814). Siccome rivolte popolari avvennero in realtà anche prima del 1796 contro il riformismo illuminista dei Lorena in Toscana e contro gli eserciti rivoluzionari francesi nel 1792-94, anche tali rivolte vengono definite insorgenze. [...]

Massimo Viglione


16 dicembre 2012


Costantino può essere considerato il più grande – insieme ad Augusto e Traiano – degli Imperatori romani e al contempo il primo imperatore fattosi pubblicamente cristiano. E, non dimentichiamo, figlio di una madre che la Chiesa Cattolica ha elevato all’onore degli altari. [...]

Massimo Viglione


18 gennaio 2013


Elizabeth Tudor (1533-1603, Regina dal 1558) era figlia della seconda moglie di Enrico VIII, quell’Anna Bolena mandata al patibolo dopo neppure tre anni di regno. Quel matrimonio, già inesistente per la Chiesa Cattolica, era stato (ovviamente) annullato anche da quella anglicana e l’illegittimità della principessina era stata universalmente riconosciuta. In conseguenza, alla morte del padre ella vide salire al trono prima il fratellastro bambino, Edoardo VI, e poi la sorellastra più anziana, Mary Tudor, figlia di Caterina d’Aragona, anch’essa dichiarata illegittima da Enrico VIII [...]

Elisabetta Sala


8 dicembre 2012


È necessario fare una premessa: la storiografia inglese, come anche quella europea e mondiale scritta da sudditi britannici, ha risentito fino a pochi anni fa di un forte pregiudizio anticattolico. Alcuni studiosi faticano ancora oggi a superare il binomio, da loro assorbito insieme al latte materno, che associa il Vescovo di Roma al padre di tutte le menzogne. [...]

Elisabetta Sala


19 dicembre 2012


John Fisher (1469-1535), proveniente dal settentrionale Yorkshire, si distinse all’Università di Cambridge ancor prima di essere ordinato sacerdote e, dopo l’ordinazione, divenne docente universitario. [...]

Elisabetta Sala


19 dicembre 2012


Thomas More (Tommaso Moro, 1478-1535), figlio di un giurista londinese, si avviò giovane alla carriera forense. [...]

Elisabetta Sala


9 febbraio 2014


4° Corso di Esercizi spirituali per sacerdoti
9-15 feb 2014 - Casa Esercizi spirituali dei PP. Passionisti - ROMA
 [...]

Predicatore: S.E.R. Card. Darìo Castrillon Hoyos


21 febbraio 2013


Inghilterra, 1559. Elisabetta I non avrebbe potuto imporre da subito la sua Chiesa artificiale con la forza: avrebbe rischiato di perdere il trono. Per questo, perché, cioè, nella sua prudenza, iniziò in punta di piedi, si disse di lei che fu tollerante. Addirittura, secondo alcuni (ignoranti) libri di testo, che concedesse la libertà religiosa. Lungi da lei e da tutti i sovrani del tempo. Fu essenzialmente un gioco di astuzia, giacché il governo rifiutò sempre la parte dell’aggressore e negò sempre l’evidenza: in Inghilterra, continuò a sostenere William Cecil–Lord Burghley strenuamente, nessuno era mai stato perseguitato per motivi religiosi ma solo per dissidenza politica. Vale a dire per alto tradimento. Il fatto che tutti i cattolici fossero traditori era un’equazione data per scontata e sottolineata il meno possibile. In tutto ciò, il governo si dava tempo: pazientemente canalizzata, la gente si sarebbe allineata con un sistema che, in fondo, richiedeva solo una presenza formale al servizio domenicale. [...]

Elisabetta Sala


8 giugno 2014


La “Primavera dei popoli”, come la definì Karl Marx, ebbe, a seconda degli Stati ove si manifestò, caratterizzazioni e finalità differenti: in Svizzera, in Francia e a Vienna (Paesi che da sempre possedevano unità ed indipendenza) fu rivolta eminentemente finalizzata allo sconvolgimento sociale; nei territori asburgici ebbe carattere di movimento nazionale per l’indipendenza e, nel caso specifico dell’Italia e della Germania, a ciò si aggiungeva anche la necessità dell’abbattimento dei vari Stati allora esistenti e della unificazione generale in una sola entità politica. [...]

Massimo Viglione


15 ottobre 2013


Qualche anno fa uscì un film dal titolo Agorà, diretto dallo spagnolo Alejandro Amenabar. Ha come protagonista Ipazia, una filosofa di Alessandria, uccisa da alcuni fanatici cristiani nel 415. Si tratta di un film che ha un’ideologia chiara: il mondo pagano era molto più umano di quello che il Cristianesimo stava generando. Soprattutto per un motivo: perché quello pagano era più pluralista (il titolo del film, Agorà, da questo punto di vista è significativo); più favorevole alle donne, promuovendone una vera e propria emancipazione anche da un punto di vista culturale e accademico; e più favorevole allo sviluppo scientifico [...]

Corrado Gnerre


25 aprile 2014


È fin troppo facile far notare che il 25 aprile è la festa più insensata e ridicola che sia mai esistita nella storia, visto che di fatto si festeggia una sconfitta miliare di un popolo distrutto e caduto nella guerra civile e nell’odio ideologizzato. E che è ancora più insensata perché si continua a festeggiarla dopo settant’anni! Una tipica follia democratica [...]

Massimo Viglione


11 febbraio 2014


Dal 1858 la parola “Lourdes” evoca ai cuori dei fedeli una dolcezza incomparabile e sentimenti di fede e speranza nella Carità divina. Ripercorriamo velocemente gli emozionanti eventi di quei giorni, che diedero inizio a una pagina di fede e speranza che si ripete senza fine per decine di milioni di pellegrini [...]

Massimo Viglione


19 dicembre 2012


Molti Ebrei usavano stanziarsi soprattutto nella Spagna meridionale. Fu per questo che l’Andalusia venne definita una “seconda Palestina”. Gli storici affermano che gli Ebrei in questa regione arrivarono ad essere il 25% di tutta la popolazione, fino a raggiungere il 33% in città come Siviglia e Cadice. [...]

Corrado Gnerre


9 ottobre 2012


Dopo secoli di abitudine, si finisce per dare per scontato ciò che non lo è affatto. Sto parlando dell’istituzione ospedaliera, di cui tutti facciamo uso più volte nella vita. Ebbene, prima di Cristo l’ospedale non esisteva. O meglio: ve ne sono stati alcuni, sparsi qua e là, nel corso dei millenni. Sporadici, molto limitati nell’accoglienza, sovente a pagamento. L’ospedale come luogo di ricovero, aperto a tutti, ricchi e poveri, e accessibile in ogni città, è nato da una nuova idea di Dio e di uomo. Quella cristiana. Come sempre infatti i dogmi religiosi non sono verità intellettuali astratte, che rimangono sospese per aria, ma hanno una ricaduta concreta nella vita di tutti i giorni. [...]

Francesco Agnoli


17 luglio 2012


Quanto accadde nel dipartimento della Vandea durante gli anni più cruenti del terrore rivoluzionario giacobino può essere di fatto definito come il primo genocidio pensato, organizzato e perpetrato dal primo governo totalitario della storia umana. [...]

Massimo Viglione


3 dicembre 2012


Non è per nulla vero che in età medievale il ruolo della donna fosse mortificato. Anzi! Quei secoli insegnano quanto il Cristianesimo abbia sempre valorizzato la specificità femminile. [...]

Corrado Gnerre


25 agosto 2014


Per la formulazione di un giudizio idealmente e storicamente corretto sul fenomeno delle crociate nel suo insieme e sull’idea di Crociata in sé, occorre a monte richiamarsi ad alcuni princìpi imprescindibili e attenersi a dati storici precisi: I territori di quella che per gli ebrei prima di Cristo era la “Terra Promessa” appartenevano appunto agli ebrei dai tempi di Mosè. I vari conquistatori (e per ultimi i Romani), nel corso dei secoli, non avevano intaccato questo principio: sebbene sotto conquista straniera, la Palestina/Israele era di fatto e di diritto la terra degli ebrei, il Regno di David, l’unico ricevuto e consacrato da e a Dio. Da un punto di vista religioso e cristiano, gli ebrei, non riconoscendo – e condannando a morte – il Messia, perdettero per sempre il ruolo di “popolo eletto”, e, di conseguenza, il diritto a possedere la Terra Promessa, non essendo e costituendo più di fatto la “sinagoga/Chiesa” di Dio. [...]

Massimo Viglione


3 ottobre 2012


La figura di Bonifacio è legata nella memoria al famoso “schiaffo di Anagni”, avvenuto, nella notte del 7 settembre 1303. Questo gesto, di cui è stata contestata la storicità, rappresenta comunque simbolicamente la fine del Medioevo cristiano e l’inizio di un processo storico plurisecolare che avrebbe portato all’era moderna. Benedetto Caetani, Sommo Pontefice dal 1294 al 1303, nacque ad Anagni attorno al 1230, di nobili genitori. Uomo di vivo ingegnò, si segnalò come eminente giurista e come perito diplomatico, tanto da meritare di essere creato cardinale nel 1281 da papa Martino IV. Ottenne la tiara pontificia nel 1294, in seguito alla rinunzia di Celestino V l’eremita Pietro da Morrone, che Bonifacio non esitò a confortare e a sostenere nella sua tormentata scelta di abdicazione. [...]

Roberto de Mattei


15 ottobre 2013


Certamente molti ricorderanno le proteste per la visita di Benedetto XVI all’Università de “la Sapienza” qualche anno fa. I 67 docenti firmatari del documento contro l’invito al Papa fecero riferimento ad un discorso pronunciato nel 1990 dall’allora cardinale Ratzinger, in cui, parlando del Caso Galilei, il futuro papa citò alcune parole del celebre filosofo della scienza Paul Feyerabend (1924-1994) –anarchico e ateo, quindi al di sopra di ogni sospetto- in cui si affermava che nel processo allo Scienziato pisano la ragione era dalla parte della Chiesa. E infatti va precisato che ciò che capitò a Galilei [...]

Corrado Gnerre


9 ottobre 2012


Nel 1347-1350, come è noto, l’Europa fu devastata dalla peste nera. Si trattò di una ecatombe senza precedenti, tanto che alcuni storici sostengono che quella epidemia pose fine a un’epoca, il Medioevo cristiano, per aprirne una nuova, quella dell’umanesimo. La mortalità oscillava tra i 40 e il 70% a seconda della forza degli individui colpiti e delle loro condizioni. Fu effettivamente una tragedia travolgente, che portò da una parte a grandi interrogativi sull’uomo e su Dio, dall’altra a splendide opere di carità e di dedizione ai fratelli, e, infine, a paure inenarrabili, a fobie e incubi ben comprensibili. [...]

Francesco Agnoli


28 gennaio 2013


Inutile dire che l’opposizione politica e religiosa (ai tempi era praticamente la stessa cosa) al regime elisabettiano si aggrappò con le unghie e con i denti a Mary Stuart (1542-1587), Regina di Scozia, discendente diretta e legittima di Enrico VII [...]

Elisabetta Sala


8 gennaio 2013


Enrico VIII aveva tanto desiderato un figlio maschio che gli succedesse al trono e che portasse avanti la nuova dinastia che era stata iniziata da suo padre, Enrico VII. Solo così la stabilità politica sarebbe stata assicurata. Ma quale stabilità può assicurare un re di nove anni? Giacché Enrico morì nel 1547 e, come al solito, i giochi furono fatti dal reggente al trono. Quanto al comitato di reggenza, inutile dire che da subitissimo, prima ancora che il corpo si raffreddasse e che il popolo venisse a sapere della morte del re, erano partiti i colpi bassi tra i suoi membri. Emerse vincitore Edward Seymour, zio materno del piccolo re, che ora si autoproclamò protettore, si accollò un bel titolo ducale e cominciò ad accumulare ricchezze. Il Paese fu lasciato allo sbando da una classe dirigente che pensava esclusivamente ai propri interessi. [...]

Elisabetta Sala


8 ottobre 2013


Anche la storia della scienza dissolve quei luoghi comuni che parlano del Medioevo come di un’Età buia ed insignificante. Infatti, fu proprio nel Medioevo che si realizzò la “prima rivoluzione industriale”. Che il Medioevo non sia stato oscuro e insignificante lo si sa da tempo. Ma che il Medioevo abbia posseduto nella sua stessa essenza il concetto di progresso, ancora in pochi lo sanno. Quando parlo di concetto di progresso intendo tanto quello puramente culturale, filosofico (l’idea di progresso e la sua eventuale giustezza), quanto il progresso tout court, cioè quello scientifico-tecnologico [...]

Corrado Gnerre


25 novembre 2013


Quando si parla di medioevo si pensa ai topi. Si apre un libro di storia e dalla pagina X alla pagina Y: la peste, la sporcizia (pardon, è scritto: “la scadente sensibilità igienica”) … e il gioco è fatto, il medioevo età dei ratti. Il che vuol dire che il medioevo è stata un’epoca tutt’altro che positiva. Quasi da buttare nella fogna. Poi si prende un altro libro e si leggono cose che colpiscono. Per esempio: nel medioevo fu eliminata la schiavitù, l’infanticidio e altro. Nel medioevo si costruivano le cattedrali. Si costruivano opere di tale bellezza che nessun’altra epoca è stata capace di produrre e di riprodurre. A che si deve questa dissociazione storiografica? [...]

Corrado Gnerre


7 febbraio 2014


La Chiesa Cattolica oggi celebra la memoria del beato Pio IX, al secolo Giovanni Mastai Ferretti, ultimo Papa-Re. Questa è la frase canonica di presentazione del santo odierno. In realtà, questa asserzione non è corretta. Nella sua fredda schematicità, ciò che la rende errata è l’aggettivo “ultimo”. Ultimo naturalmente non è riferito a “Papa”, ma a “Re”. Ma il papa, qualsiasi papa, è o non è re non perché possiede o non possiede lo Stato Pontificio, non perché lo hanno fatto re gli uomini o per circostanze storiche che come si sono formate così nel tempo sono poi passate. Il papa è re perché vicario in terra di colui Che è “Re dei re”, Re dell’universo e Signore del creato, signore in quanto fattore, reggitore, governatore, e un giorno giudice; di Colui che ebbe a dire, nel pretorio dinanzi al Governatore di Roma, di Se stesso: «tu lo dici: io sono re» (Gv., 18,37). La tiara (o triregno), simbolo per secoli della regalità pontificia, non era legata al possesso dello Stato Pontificio, tanto è vero che è stata abolita da Paolo VI e non nel 1870 [...]

Massimo Viglione


27 agosto 2012


L’ultimo pontefice finora canonizzato dalla Chiesa Cattolica veniva dalla marca trevigiana, era figlio di gente umile (padre fattore, madre sarta) e in tutta la sua vita ecclesiastica non ebbe cattedre universitarie, non scrisse celebrati libri, né praticò in alcun modo la carriera diplomatica. Nulla fece, insomma, che potesse far immaginare non solo dove un giorno sarebbe arrivato, cioè all’onore e all’onere più alto di questo mondo, ma soprattutto ciò che avrebbe poi fatto e scritto. [...]

Massimo Viglione


15 aprile 2013


Bisogna sfatare diversi luoghi comuni sulla presenza del Cristianesimo nei primi secoli. Luoghi comuni di cui, purtroppo, sono pieni tanti manuali di storia. Per motivi di spazio prendiamone in considerazione solo tre. Contro l’Impero? Il primo afferma che il Cristianesimo primitivo avrebbe rifiutato ogni istituzione politica e quindi anche l’Impero. È falso. Sin da subito il Cristianesimo non manifestò alcun pregiudizio verso la politica, perché oggi, come allora, afferma che la realtà naturale è un valore; e, come valore, non solo è giusto ma anche doveroso governarla. Lo scontro tra Cristianesimo e Impero Romano non fu di sostanza, il Cristianesimo non rifiutò mai l’Impero e l’Imperatore in quanto tali, ma solo la divinizzazione di quest’ultimo [...]

Corrado Gnerre


5 ottobre 2016


È ormai noto che agli inizi del 2017 uscirà un film del regista ebreo Steven Spielberg incentrato sulla vicenda di Edgardo Mortara. Superfluo dire che si rende necessario un previo chiarimento dell’intera vicenda, per chi non ne fosse a conoscenza. Edgardo Levi Mortara fu un ebreo, nato nello Stato  [...]

Massimo Viglione






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Proponiamo ai nostri lettori una riflessione di un sacerdote su un fatto che ha suscitato nei giorni scorsi molte polemiche. La riflessione ci appare serena e argomentata. Speriamo quindi che a distanza di tempo si possa ragionare, e magari svolgere un dibattito, con costruttiva serenità di toni e onestà di intenti, nel pieno rispetto delle diverse opinioni.

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