Il Giudizio Cattolico

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi.
E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo.
E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.
San Giuseppe Moscati

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Un mondo di indemoniati?



In quel capolavoro di analisi psicologica e spirituale che sono I posseduti, Dostojevskij descrive l’ambiente dei rivoluzionari russi della seconda metà del XIX secolo, allora sparuta minoranza di individui senza scrupoli caratterizzati da un cinismo, una falsità, una violenza e un disprezzo smisurato nei confronti della verità, del bene, dell’ordine e della vita stessa, sacrificati alle loro assurde idee e a un’insaziabile volontà di auto-esaltazione. Questi erano d’altronde i frutti del loro cieco ateismo, che imponevano a se stessi con un tirannico razionalismo e mantenevano per partito preso con un volontarismo perverso, capace di soffocare anche la voce del cuore.

Guardando indietro dal nostro attuale punto di osservazione, ci rendiamo conto che – forse inconsapevolmente – l’insuperabile romanziere russo ha profeticamente descritto ciò che sarebbe diventata l’intera società occidentale, corrosa dall’interno da quella visione nichilistica che si è diffusa in essa come un cancro: la follia, la doppiezza, la perversione, l’insensibilità e la cattiveria dei cospiratori, motivate con ipocriti obiettivi sociali, sono oggi moneta corrente in questo mondo che, avendo cancellato il sentimento delle proprie origini e del proprio fine, vive così, senza ragione e senza scopo, soffrendo e facendo soffrire in modo disumano.

È innegabile che, almeno in qualcuna delle figure create dal grande scrittore, sopravvivano un barlume di rimorso e un anelito di speranza, repressi però dall’orgoglio o dalla disperazione, o semplicemente dalla paura di conoscere l’amore e la misericordia divini, che pure sono lì, a portata di mano e pronti ad offrirsi al minimo accenno di pentimento e di abbandono. Ma noi non viviamo nella Russia di un tempo, in cui almeno un’icona brillava in ogni casa con il suo lume ad olio acceso giorno e notte: noi gettiamo i crocifissi nella spazzatura, distruggiamo le immagini della Madre di Dio, oltraggiamo in modo grottesco la religione dei nostri padri… Come se fossimo sovietici nell’animo, pur senza esserlo mai stati per regime. Si è forse spenta anche l’ultima fiammella di umanità e di ragionevolezza?

Quelli che hanno gettato a piene mani i semi del nichilismo nella nostra cultura sono in buona parte ormai morti e putrefatti: lo erano già da vivi. Il danno causato, tuttavia, rimane e rimarrà per chissà quanto, con quell’immane sofferenza interiore di chi vive senza luce e, ciononostante, continua a far finta che tutto vada bene: in fondo, basta drogarsi o ubriacarsi di alcool e di sesso. I vecchi proverbi sono a volte un po’ spietati, ma sempre molto saggi: Chi è causa del suo mal, pianga se stesso… Che vantaggio si ricava, del resto, da tutta questa pietà paternalistica dei chierici “socialmente utili”, che trovano facili clienti alimentandone studiatamente il colpevole vittimismo?

Ma forse, per non essere ingiusti, una scusante possiamo anche ammetterla. Dov’erano i predicatori della verità divina, quando menzogna e depravazione devastavano intellettualmente e moralmente la gioventù? A raccogliere vestiti usati e carta straccia, per convincere i giovani che basta quello per dare un senso alla propria vita e salvarsi l’anima. Ma quale anima? E da che si dovrebbe salvare, in fin dei conti? Non si vive solo qui? E la giustizia sociale non è forse l’estremo orizzonte dell’esistenza?… Ora che la menzogna e la depravazione sono diventate istituzioni, si rischia il linciaggio a dir qualcosa d’altro – e tra poco, in ogni caso, si rischierà la ghigliottina sull’altare di quel bestiale orgoglio giacobino che, in nome di una “libertà di espressione” scambiata per licenza di ingiuria e di bestemmia, è sommamente indifferente tanto a una strage spaventosa, che avrebbe potuto almeno indurlo a un ripensamento, quanto alla sorte dei poveri massacrati per mano di altri poveri, da esso provocati fino all’esasperazione.

Anche se te ne stai nel tuo buco, tacendo e pensando solo ai “fatti tuoi”, i galoppini di questo sistema satanico ti vengono a stanare per costringerti a comprare qualcosa che non ti serve o a firmare contratti-fregatura, o con le buone o con le cattive, secondo il tipico metodo del cornuto: chi ha avuto a che fare con lui lo riconosce subito. In certi casi, se hai pure dimestichezza con i morti, puoi sentire, alla presenza di tali individui, un’inspiegabile puzza di cadavere… Anime morte, ma pur capaci di camminare e di parlare! Vedete l’importanza del crocifisso alle pareti e al collo: se non potete appenderlo in ufficio, chi vi impedisce di portarlo addosso (magari non troppo in evidenza, per evitare ritorsioni mafiose…) insieme alla medaglia miracolosa, con cui la Madonna convertì persino un Ratisbonne, che da ebreo blasfemo divenne un grande apostolo?

Coraggio: era tutto preannunciato, nelle Sacre Scritture come nelle profezie e nelle visioni di grandi mistici. «Questa è la vostra ora: è l’impero delle tenebre» (Lc 22, 53): fu l’ora più oscura e più tragica della storia umana, ma poi accadde la Risurrezione e la santa Chiesa iniziò la sua avventura prodigiosa – qualcosa di mai visto – a partire da un piccolo cenacolo stretto intorno alla Madre. Formiamo intorno a Lei dei focolai di resistenza che, al momento da Dio voluto, diventeranno un incendio di luce, di carità e di pace per mezzo del quale Egli riporterà gli uomini all’autentica libertà, quella donataci da Cristo, fondata sulla verità e regolata dall’amore.

Don Giorgio Ghio 26 gennaio 2015






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